Telai cinesi: video test di rottura (Specy S-Works Tarmac SL4)

Telaio carbonio cinese: video test di rottura dal canale YouTube di Davide Petrini. Bici da corsa Specialized S-Works Tarmac SL4

Abbiamo sentito parlare mille volte dei telai contraffatti Made in China e, dunque, la redazione di bicimtbebike.com ha deciso di dare spazio all’interessante analisi svolta da Davide Petrini.

Petrini, sul suo canale YouTube, ha già da diverso tempo postato alcuni video in cui invita il pubblico a diffidare da questi telai contraffatti. Com’è possibile infatti, si chiede, che un telaio originale costi circa dieci volte di più rispetto a quello falso?

Oltre a essere illegale l’acquisto di un telaio falso in Italia, una tale differenza di prezzo fa capire che vi siano nette differenze nella costruzione tra l’uno e l’altro.

Specialized S-Works Tarmac SL4: quali sono le differenze tra il telaio originale e il telaio contraffatto?

Petrini, come tra poco potrete vedere nel video, ha innanzitutto contattato diverse aziende italiane (Bianchi, Cipollini, Colnago e Pinarello) per sapere un loro punto di vista su questa tematica, senza però ottenere alcuna risposta.

Allora ha contattato due rivenditori cinesi di telai contraffatti, ricevendo preventivi in apparenza estremamente vantaggiosi. Un telaio di una bici da corsa in carbonio Cipollini gli è infatti stato proposto rispettivamente a 400 e 600 euro.

Foto del telaio originale della bici da corsa in carbonio Specialized S-Works Tarmac SL4 (immagine sito web specialized.com)
Foto del telaio originale della bici da corsa in carbonio Specialized S-Works Tarmac SL4 (immagine sito web specialized.com)

A quel punto l’esperto italiano ha chiamato i giornalisti della rivista americana VeloNews e loro gli hanno gentilmente fornito i dati dei test effettuati sul telaio della Specialized S-Works Tarmac SL4.

Qual è innanzitutto la grande differenza tra il telaio originale e quello falsificato Made in China? Il carbonio e … il prezzo!

Il telaio della bdc Specy SL4 originale costa 3.500 dollari contro i 600 dollari del telaio falso. Se da un punto di vista estetico le due biciclette si assomigliano quasi alla perfezione, sotto il profilo dei materiali si discostano abissalmente.

Petrini ci informa prima di tutto sulla differenza tra le geometrie e ciò significa che lo stampo cinese non è lo stesso usato dal produttore originale. Poi passa al peso dei telai: quello vero arriva a 1.460 grammi contro i 1.570 grammi dell’altro.

Sul tubo sterzo ci informa invece che l’originale è stato realizzato completamente in fibra di carbonio, mentre l’altro presenta inserti in lega di alluminio e … la serie sterzo contraffatta non è particolarmente affidabile.

Il punto forte di questo confronto riguarda però la rigidità. Il test, come vedrete tra pochi istanti nel video, certifica che il telaio cinese non è nemmeno lontanamente in grado di sopportare gli stress a cui invece dovrebbe resistere e presenta una rigidità inferiore dell’11% rispetto all’altro.

Comprare un telaio cinese non rappresenta dunque solamente un reato, ma pure un grandissimo pericolo per il ciclista. Buona visione del video (YouTube, Davide Petrini Channel).

A proposito di telai, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento sui telai in alluminio.



Categories: Test e Tecnica

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