La salita del Santuario di Oropa è legata principalmente alla memorabile vittoria di Marco Pantani al Giro d’Italia 1999 quando, staccato dal gruppo di 45″ a causa di un salto di catena, attuò una rimonta incredibile, riuscendo a staccare tutti i suoi rivali, ultimo dei quali il francese Laurent Jalabert.
Proprio Pantani, nonostante l’incidente meccanico, detiene il record della salita di Oropa con 24’10”, cinque secondi meglio di Tom Dumoulin nel 2017. Ma, considerando solamente il tratto più duro e iconico, cioè gli ultimi 7,5 km che vanno dal bivio di Pralungo alla cima, il Pirata fece 18’33” contro i 19’17” della Farfalla di Maastricht.
Tenendo invece conto degli ultimi 6,7 km (pendenza media dell’8%), i migliori tempi nella storia sono i seguenti:
- Marco Pantani (Italia) 17’04” nel 1999 (velocità media di 23,55 km/h)
- Tadej Pogačar (Slovenia) 17’31” nel 2024
- Tom Dumoulin (Olanda) 17’37” nel 2017
- Il’nur Zakarin (Russia) 17’40” nel 2017
- Nairo Quintana (Colombia) 17’51” nel 2017
- Laurent Jalabert (Francia) 17’52” nel 1999
- Daniel Felipe Martínez (Colombia) 17’58” nel 2024
- Geraint Thomas (Gran Bretagna) 17’58” nel 2024
- Lorenzo Fortunato (Italia) 17’58” nel 2024
- Florian Lipowitz 17’58” (Germania) nel 2024
Vi segnaliamo inoltre che il terzetto composto da Gilberto Simoni, Ivan Gotti e Daniel Clavero impiegò 18’07” nel 1999, mentre Pëtr Ugrumov chiuse in 18’12” nel 1993.

L’ascesa che parte da Biella e raggiunge il Santuario di Oropa, posto a circa 1.160 metri di altitudine e dedicato alla Madonna Nera, vide l’arrivo della Corsa Rosa per la prima volta nel 1963, con trionfo dello scalatore abruzzese Vito Taccone.
Oltre alle tappe del 1963 e del 1999, qui il gruppo è giunto anche nel 1993, nel 2007, nel 2014, nel 2017 e nel 2024. Andiamo ora a vedere i dati tecnici della salita piemontese e un po’ di storia.
Salita Santuario di Oropa, scheda tecnica
- Lunghezza: 11,8 km
- Dislivello: 733 metri
- Pendenza media: 6,2%
- Pendenza max: 13%

Il Santuario di Oropa al Giro d’Italia
- 1963: Vito Taccone (Italia) – 11a tappa, Asti – Santuario di Oropa 130 km
- 1993: Massimo Ghirotto (Italia) – 20a tappa, Torino – S. di Oropa 162 km
- 1999: Marco Pantani (Italia) – 15a tappa, Racconigi – S. di Oropa 160 km
- 2007: Marzio Bruseghin (Italia) – 13a tappa (crono ind.), Biella – S. di Oropa 12,6 km
- 2014: Enrico Battaglin (Italia) – 14a tappa, Agliè – Oropa 184 km
- 2017: Tom Dumoulin (Olanda) – 14a tappa, Castellania – Oropa 131 km
- 2024: Tadej Pogačar (Slovenia) – 2a tappa, San Francesco al Campo – S. di Oropa 161 km
Nel 1963 la salita di Oropa vide il successo di Vito Taccone, il “Camoscio d’Abruzzo”, il quale vinse consecutivamente dalla decima alla tredicesima frazione. Questi successi, a cui avrebbe aggiunto pure la diciannovesima tappa, non gli bastarono però per vincere la maglia rosa. In classifica generale chiuse difatti al sesto posto, a 11’50” dal regolarista Franco Balmamion.

L’ascesa biellese tornò protagonista nel 1993, con vittoria del fuggitivo Massimo Ghirotto da un lato e attacco durissimo di Pëtr Ugrumov nei confronti di Miguel Indurain dall’altro. Lo spagnolo riuscì comunque a difendersi, mantenendo il simbolo del primato sul lettone per 58″.

Il 1999, come scritto in apertura di pagina, ebbe un finale leggendario, grazie all’incredibile recupero di Marco Pantani su avversari del calibro di Paolo Savoldelli, Ivan Gotti, Gilberto Simoni, Roberto Heras e Laurent Jalabert. Il Pirata, dopo avere perso 45″ a causa di un salto di catena, rimontò furiosamente coadiuvato dai compagni della Mercatone Uno e, sul traguardo, precedette Jalabert di 21″ e Simoni di 35″.
Nella cronoscalata del 2007 si impose il veneto Marzio Bruseghin, il quale riuscì ad avere la meglio su Leonardo Piepoli di 1″ e sulla maglia rosa Danilo Di Luca per 8″. Quest’ultimo riuscirà a mantenere la vetta fino alla fine, mentre Bruseghin chiuderà in ottava posizione a 10’14” dall’abruzzese.

La vittoria di tappa al Giro d’Italia 2014, nella frazione da Agliè a Oropa, andò a Enrico Battaglin il quale, grazie al suo spunto veloce, concluse davanti al connazionale Dario Cataldo e al colombiano Jarlinson Pantano.
Memorabile fu anche la frazione del 2017, con partenza da Castellania, paese natale dei fratelli Fausto e Serse Coppi. Sulle rampe di Oropa, il colombiano Nairo Quintana sferrò alcuni attacchi micidiali, ma l’olandese Tom Dumoulin fu bravo a resistere, andando addirittura a staccare il rivale nel finale. Dumoulin precedette Zakarin di 3″ e Landa di 9″, mentre Quintana chiuse a 14″.

Al Giro d’Italia 2024, è arrivata infine l’attesa vittoria dello sloveno Tadej Pogačar il quale, nonostante un problema tecnico ai piedi della salita, è riuscito a tornare velocemente in gruppo, prima di sferrare l’attacco decisivo nel tratto più duro dell’ascesa a circa 5 km dal traguardo.
Il capitano della UAE ha preceduto il colombiano Daniel Felipe Martínez e il britannico Geraint Thomas di 27″, andando così a conquistare la maglia rosa.
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