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Lago di Tovel in bici attraverso il Trentino medievale e i meleti

Itinerario “Lago di Tovel in bici attraverso il Trentino medievale e i meleti”: Tavon (comune di Predaia) – Dermulo – Castel Valer a Tassullo – Castel Nanno – Tuenno – Salita Val di Tovel – Lago di Tovel – Discesa Tovel – Cles – Taio – Castel Bragher – Coredo

Non vedevo più il lago di Tovel da molti anni, precisamente da quando l’amico Livio Sicher del Pineta Hotels di Tavon accompagnò me, i miei familiari e diversi altri clienti dell’albergo alla scoperta di questo angolo incantevole e meraviglioso della Val di Non.

Dopo molto tempo, quindi, ho avuto il grande piacere di rivedere quei luoghi grazie all’itinerario disegnato da Nicola Sicher, nipote di Livio e spesso creatore di alcuni bellissimi tour da me poi descritti su bicimtbebike.com.

Ecco a voi allora un resoconto di questo giro in bici attraverso alcuni sinistri castelli medievali, gli sterminati meleti nonesi, salite durissime, panorami da sogno e soprattutto la visita all’ex lago rosso, ovvero il colore delle acque del lago di Tovel fino al 1964.

Ecco come si presenta oggi il Lago di Tovel (foto RT)

Ecco come si presenta oggi il Lago di Tovel (foto RT)

Senza dimenticare anche i due brevi tratti in sterrato, perfetti per chi sia appassionato di gravel bike.

Tabella dati Giro Predaia – Lago di Tovel – Predaia

Lunghezza itinerario: 47,9 km

Dislivello positivo: 1.213 metri

Durata: 3 ore circa (pause per le foto ai castelli e al lago di Tovel comprese)

Tratti di salita più duri: seconda parte dell’ascesa verso Tovel (punte al 20%) e alcuni pezzi tra Castel Bragher e Coredo

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Castel Nanno, una delle mete del nostro tour

Tipologia di bicicletta consigliata: bici da corsa, gravel bike, ebike

Bici da me usata: Cube Attain SL Disc

Difficoltà: 3/5 stelle per chi sia ben allenato, altrimenti consiglio la bici elettrica (meglio ancora una e-mtb e, vista la facilità dei tratti su sterrato, andrebbe benissimo pure una front)

Prima di passare alla descrizione dei vari luoghi incontrati all’interno del nostro percorso, vi ricordiamo nel frattempo l’ultimo splendido tour affrontato in bici da strada, ovvero: “Il giro dei Castelli della Val di Non in bdc“.

Da Tavon a Tuenno: i meleti di Predaia, Castel Valer e Castel Nanno

La fioritura dei meli di fine aprile ha portato in Val di Non nuovi profumi e nuovi colori, regalando agli occhi degli abitanti uno spettacolo incredibile soprattutto nei giorni di sole.

Così come per ogni mio tour di cicloturismo sono partito dal Pineta Hotels di Tavon e , passando per la graziosa Coredo, ho raggiunto dopo qualche km in discesa il paesino di Dermulo, storica stazione della ferrovia Trento – Malè – Mezzana.

Da qui, ho girato prima a sinistra presso il bivio posto al termine della discesa del passo Predaia e poi a destra in direzione Cles.

Pochi minuti ancora e troverete l’indicazione stradale verso Tuenno – Nanno – Portolo. Seguitela e, oltre ai meleti, vi inoltrerete nel Trentino del Medio Evo.

Giunto a Tassullo, ho infatti deviato brevemente verso Castel Valer (visitabile dal 31 marzo), fondato nel 1211 e dal 1368 di proprietà della nobile famiglia degli Spaur e dei suoi discendenti.

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Castel Valer

Per raggiungere l’antico castello si deve affrontare una stradina sterrata di poche centinaia di metri, per cui sarebbe preferibile una gravel bike rispetto alla classica bici da strada. In ogni caso, le mie gomme hanno retto bene e la foratura è stata scongiurata.

Da qui sono nuovamente sceso verso la strada principale e prima di giungere a Tuenno, paese facente parte del comune di Ville d’Anaunia (nato il 1 gennaio 2016) assieme agli ex comuni di Tassullo e Nanno, sono passato dal duecentesco Castel Nanno (visitabile dal 31 marzo).

In questa occasione, al contrario di quanto fatto durante il “Tour dei Castelli” non vi ho sostato davanti, proseguendo invece sulle aspre pendenze sottostanti in mezzo ai campi.

Da lì a Tuenno è un battito di ali e l’imbocco della salita della Val di Tovel è ormai questione di istanti.

Salita Val di Tovel

Undici km e settecento metri per 690 metri di dislivello e una pendenza massima intorno al 20% nel tratto finale: questa è la salita della Val di Tovel in numeri.

Oltre alle cifre c’è però ben altro, ovvero un paesaggio unico affiancato dal corso di un torrente e da una fitta vegetazione per buona parte del percorso.

Verso metà invece, prima del temibile cartello indicante i 2 km successivi al 15% di pendenza media (dai Gps risulterebbe un po’ meno… comunque siamo sul 10%), il verde si dirada lasciando spazio brevemente a un panorama lunare fatto di massi e della vista delle montagne limitrofe.

Il minaccioso cartello presente lungo la salita verso il Lago di Tovel indicante le pendenze (foto RT)

Il minaccioso cartello presente lungo la salita verso il Lago di Tovel indicante le pendenze (foto RT)

Da un punto di vista legato esclusivamente al ciclismo, la prima parte presenta pendenze piuttosto abbordabili da affrontare addirittura con la corona anteriore più grande per chi voglia spingere un po’.

Nel secondo pezzo invece, la solfa cambia completamente. Infatti, oltre al tratto ostico di 2 km verso metà salita, il pezzo finale è ancora più duro al punto che in alcuni momenti sembra di pedalare su un muro verticale.

Lago di Tovel, l’ex lago rosso

Terminato l’asfalto e subito dopo il cartello “Lago di Tovel – 1.178 m”, vi consiglio di inoltrarvi nel sentiero intorno al lago, percorribile per circa un km in bicicletta prima di essere praticabile solo a piedi.

Nei pressi di questo itinerario, lungo complessivamente 2.923 metri, potrete trovare il centro visitatori, la Stazione Limnologica Museo Tridentino Scienze Naturali e la cascata Rislà oltre ai vari Chalet Tovel, Albergo Miralago e a un ampio parcheggio.

Ecco qui il cartello indicante il divieto per le biciclette (foto RT)

Ecco qui il cartello indicante il divieto per le biciclette (foto RT)

Per saperne invece di più sul fenomeno delle acque rosse, vi rimando all’articolo scritto da Ilenia Morandi sulla “Leggenda del lago che si tingeva di rosso“, in cui scoprirete anche la storia riguardante re Lavinio e la principessa Tresenga.

Ritorno da Tovel: Cles, Taio, Castel Bragher e Coredo

Dalla spettacolare discesa della Val di Tovel (con salto di catena annesso) mi sono riportato verso Cles, il capoluogo della Val di Non.

Cittadina punto di arrivo della 19a tappa al Giro d’Italia 1980 con vittoria di Giuseppe Saronni e ultimo giorno in maglia rosa per Wladimiro Panizza, domina l’intera vallata assieme al vicino lago di Santa Giustina.

Da qui sono sceso nuovamente verso Dermulo prima di raggiungere Taio, centro principale di Predaia nonché sede del Predaia Bike Team, la squadra locale di ciclismo più importante a cui si deve l’organizzazione dell’evento di mtb “Predaia Superbike” oltre ai frequentati corsi invernali di spinning.

Da Taio sono poi risalito per qualche km sulle ostiche rampe del passo Predaia prima di girare verso Coredo e salutare Castel Bragher, di proprietà della famiglia Thun.

Castel Bragher

Castel Bragher

Castel Bragher, sinistro come pochi soprattutto durante le buie giornate invernali, rappresenta uno dei più importanti monumenti architettonici di tutto il Comune di Predaia oltre a risultare una meta turistica molto ambita per quei turisti desiderosi di conoscere meglio la cultura del territorio.

Da Castel Bragher, dopo un tratto pressoché pianeggiante, la strada riprende a salire duramente per qualche centinaio di metri fino a Coredo e ai suoi famosi meleti.

Percorsi alternativi dopo la discesa dal Lago di Tovel

Ecco qui alcuni tracciati alternativi da poter percorrere in bici dopo il termine della discesa di Tovel.

  • Tuenno – Nanno – Canyon torrente Noce – Segno – Taio – Salita Predaia dal versante di Taio – Castel Bragher – Coredo
  • Cles – Cagnò – Revò – Banco – Sanzeno – Dermulo – Salita Predaia dal versante di Dermulo – Coredo

Nel primo caso, se aveste ancora energie nelle gambe oppure qualche tacca di ricarica nella batteria della vostra ebike, al posto di svoltare verso Coredo all’altezza di Castel Bragher potreste risalire verso Tres e Vervò fino alla cima del passo Predaia e da lì scendere fino a Coredo passando per Smarano.

Dal Bacino Idrico di Tres a Smarano è inoltre presente un sentiero da affrontare esclusivamente in sella a una mtb elettrica o a una mountain bike muscolare.

Nel secondo caso invece, subito dopo il ponticello di Sanzeno troverete una stradina asfaltata sulla vostra sinistra, grazie a cui arrivare direttamente a Tavon. Le pendenze sono però molto dure e difficilmente fattibili con i rapporti di una bici da corsa.

meli-fiore-val-di-non

Uno dei momenti più suggestivi dell’anno in Val di Non: la fioritura dei meli

Per chi volesse infine conoscere qualche altro meraviglioso itinerario in queste zone, vi consigliamo di leggere anche:

Alla prossima e continuate a seguirci!

 

 

 

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Categories: Itinerari

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